E' un ricorso fac simile contro una intimazione di pagamento notificata da Agenzia delle Entrate riscossione (ex EQUITALIA) ed è redatto da un Avvocato esperto avverso ricorsi contro le cartelle di pagamento e le intimazioni di pagamento.

CARTELLA DI PAGAMENTO
Articoli e novità che riguardano l'opposizione a cartella di pagamento (cartella esattoriale) notificata da Agenzia Entrate riscossione (ex "EQUITALIA", detta anche "ADER") oppure il ricorso contro la cartella di pagamento, oppure come impugnare una cartella di pagamento, nonchè la figura dell' Avvocato, con competenza legale per cartelle esattoriali, per proporre ricorso contro le cartelle di pagamento o le opposizioni contro le cartelle esattoriali.
Lo Studio legale Ponzo offre da anni ai propri clienti, aziende e privati, difesa legale contro le cartelle di pagamento nella materia del diritto tributario, dinanzi alle Corti di Giustizia Tributaria oppure dinanzi ai Tribunali (Tribunale Civile, Tribunale del lavoro, Giudice di Pace) posto che molte persone fisiche e aziende, quotidianamente, ricevono la notifica di una cartella esattoriale o altri atti della riscossione (sollecito si pagamento, intimazione di pagamento, preavviso di fermo amministrativo, preavviso di iscrizione di ipoteca, pignoramento presso terzi, ecc).
I motivi di opposizione avverso la cartella di pagamento illegittima possono essere molteplici e potranno essere attentamente ricercati ed esaminati anche attraverso l'ausilio di un Avvocato che abbia acquisito una comprovata esperienza per proporre ricorso o opposizione avverso cartella di pagamento illegittima o intimazione di pagamento illegittima, o altro atto, da proporre nelle opportune sedi Giudiziarie ed entro i termini per proporre opposizione alla cartella esattoriale. Uno degli ultimi casi trattati ha visto l'annullamento di un'iscrizione ipotecaria fiscale illegittima per un valore di oltre 6 milioni di euro.

Indice
- Cos'è una Cartella di Pagamento e cosa contiene
- Cosa può fare il debitore che riceve una cartella di pagamento
2.1. Pagare la somma richiesta
2.2. Presentare istanza di rateizzazione, rinunciando ad impugnare
2.3. Presentare istanza di rateizzazione, ma non ammettere il debito
2.4. Richiedere la sospensione legale della riscossione
2.5. Presentare ricorso o impugnare la cartella di pagamento - Motivi di nullità della cartella di pagamento
- Qual è la differenza tra la cartella esattoriale e l'intimazione di pagamento
- Quali sono i principali motivi per i quali i giudici annullano le cartelle esattoriali
- RICORSI FAC SIMILE PER IMPUGNARE
1. Cos'è una Cartella di Pagamento e cosa contiene
La cartella di pagamento è
l'atto attraverso il quale Agenzia delle entrate Riscossione (ex
Equitalia, detta anche ADER) riscuote il credito da parte degli enti
impositori (Comuni, Agenzia Entrate, Camera di Commercio, ecc..).
E' un documento, cartaceo
o digitale, attraverso il quale Agenzia delle entrate-Riscossione
comunica al debitore (il destinatario della cartella) che è presente un
debito nei confronti di un terzo soggetto creditore (Agenzia delle
Entrate, Prefettura, Pubblica Amministrazione, ecc.) e che detto
creditore ha incaricato Agenzia delle entrate riscossione di agire
esecutivamente per il recupero forzoso del credito in caso di mancato
pagamento, entro i termini, degli importi contenuti nella cartella.
La cartella di pagamento deve contenere specifiche informazioni (origine del debito, termini per impugnare, Autorità Giudiziaria a cui rivolgersi, ecc)
La cartella di pagamento, inoltre, contiene il riferimento agli oneri di riscossione (ex aggio) agli interessi, all'importo delle spese di notifica da versare.
Gli oneri di riscossione sono la remunerazione che l'Agente della riscossione percepisce per la sua attività di riscossione, e si calcolano sull'intero importo dovuto, quindi anche sugli eventuali interessi di mora.
Gli interessi di mora costituiscono, invece, gli interessi dovuti dal contribuente qualora il pagamento sia effettuato oltre la scadenza (60giorni), si pagano con la cartella ma spettano all'Ente creditore. Si applicano sugli importi iscritti a ruolo, escluse sanzioni e interessi, e vanno calcolati per ogni giorno di ritardo a partire dalla data di notifica della cartella fino al giorno dell'effettivo pagamento.
La cartella esattoriale contiene l'invito rivolto al debitore di pagare tutte le somme che sono riportate al suo interno entro 60 giorni dalla data in cui è stata notificata al destinatario.
2. Cosa può fare il debitore che riceve una cartella di pagamento
- Pagare la somma richiesta, quindi ammettere il debito;
- Presentare istanza di rateizzazione, rinunciando ad impugnare;
- Presentare istanza di rateazione, ma non ammettere il debito (per tale modalità contattare lo studio legale), con la possibilità comunque di contestare la richiesta mediante ricorso;
- Richiedere la sospensione legale della riscossione;
- Presentare ricorso o impugnare la cartella di pagamento (mediante ricorso al Giudice);
2.1. Pagare la somma richiesta
Il contribuente (debitore) riconosce il suo debito e paga gli importi contenuti nella cartella esattoriale. Le modalità di pagamento sono riportate all'interno della stessa cartella di pagamento. Il consiglio è quello di conservare la ricevuta di pagamento per almeno 10 anni.
2.2. Presentare istanza di rateizzazione, rinunciando ad impugnare
Il debitore può chiedere la rateizzazione del debito per pagarlo a rate (fino a 72 rate, minimo 50€ per rata).
Modalità di presentazione:
- Online sul portale di ADER
- Presso sportelli ADER
- Rivolgendosi a un professionista
2.3. Presentare istanza di rateizzazione, ma non ammettere il debito
Il contribuente (debitore) chiede mediante apposita domanda (una richiesta di rateizzazione) la rateizzazione del debito riportato nella cartella, poiché ritiene di non essere in grado di pagare in un'unica soluzione. Se la richiesta viene accolta allora potrà pagare a rate (fino a n.72 rate, ma non meno di 50,00 euro a rata) il debito contenuto nella cartella.
La domanda di rateizzazione può essere presentata:
- online direttamente sul portale di Agenzia Entrate riscossione;
- presentandosi di persona agli sportelli di Agenzia Entrate riscossione, previo appuntamento;
- rivolgendosi ad un professionista (avvocato, commercialista, ecc) che sappia presentare l'istanza e che possa consigliare anche la tipologia di rateazione da scegliere (quante rate, quali importi, ecc). Per questo tipo di istanza contattare lo Studio per tempi e costi;
Quindi, dopo l'avvenuta accettazione della rateizzazione, l'agenzia non potrà avviare alcuna procedura esecutiva o ulteriore cartella esattoriale.
Tuttavia, poiché il contribuente (debitore) ritiene che dette somme non siano dovute perché, ad esempio, prescritte, pur rateizzando il debito, allega già in fase di presentazione della domanda di rateazione una specifica comunicazione, contestualmente alla rateazione, al fine di scongiurare che mediante la rateizzazione l'agenzia possa ritenere che vi sia stata un'ammissione di debito e, quindi, propone ricorso per annullare la cartella o parte di essa (Per questo tipo di azione contattare lo Studio per tempi, costi e fattibilità).
2.4. Richiedere la sospensione legale della riscossione

E' una speciale procedura prevista dall'Art. 1, commi da 537 a 544, Legge n. 228/2012.
È possibile presentare la domanda SOLO IN ALCUNI CASI, PREVISTI TASSATIVAMENTE, quindi solo se le somme richieste dall'ente creditore sono state interessate da:
- pagamento effettuato prima della formazione del ruolo;
- provvedimento di sgravio emesso dall'ente creditore;
- prescrizione o decadenza intervenute prima della data in cui il ruolo è stato reso esecutivo;
- sospensione amministrativa (dell'ente creditore) o giudiziale;
- sentenza che abbia annullato in tutto o in parte la pretesa dell'ente creditore, emessa in un giudizio al quale l'Agenzia delle entrate-Riscossione non ha preso parte.
Non rientrano tra gli atti che possono essere oggetto di sospensione:
- quelli non notificati dall'Agente della riscossione (per esempio avviso di accertamento dell'Agenzia delle entrate o avviso di addebito dell'INPS per i quali ci si deve rivolgere direttamente ai rispettivi enti creditori);
- i solleciti di pagamento inviati dall'Agente della riscossione mediante posta ordinaria.
2.5. Presentare ricorso o impugnare la cartella di pagamento
Se il contribuente (debitore) ritiene che la richiesta di pagamento ricevuta sia in tutto o in parte illegittima, è suo diritto contestare la richiesta e, quindi, presentare ricorso contro la cartella di pagamento impugnando la stessa davanti all'Organo giurisdizionale competente.
Per poter impugnare la cartella di pagamento è fondamentale agire per tempo e nel modo giusto.
Termini per impugnare la cartella:
60 giorni dalla notifica: quando si tratta di tributi – sia statali, come l'IRPEF o l'IVA, sia locali, come l'IMU, TARI, o il bollo auto, bisogna rivolgersi alla Corte di Giustizia Tributaria di primo grado territorialmente competente (è l'ex Commissione tributaria provinciale);
40 giorni dalla notifica: quando si tratta di contributi previdenziali, INPS o INAIL, l'impugnazione dovrà proporsi al Tribunale in funzione di giudice del Lavoro; se si eccepiscono vizi formali della cartella il termine è di 20 giorni;
30 giorni dalla notifica: quando si tratta di sanzioni amministrative (multe stradali e gli altri tipi di sanzioni amministrative) e sarà competente il Giudice di Pace del luogo dove è stata commessa la violazione; se si eccepiscono vizi formali della cartella il termine è di 20 giorni.
(Per ricevere una consulenza o valutare costi e tempistiche, contatta lo Studio)
I motivi più comuni di nullità della cartella di pagamento sono i seguenti:
· Difetto di notifica della cartella esattoriale - nullità della cartella
· Difetto di notifica di un atto che precede la cartella esattoriale - nullità della cartella
· Decadenza - nullità della cartella
· Prescrizione - nullità della cartella
· Difetto di motivazione (totale o parziale) - nullità della cartella
· Altri motivi
4.QUAL E' LA DIFFERENZA TRA LA CARTELLA ESATTORIALE E L'INTIMAZIONE DI PAGAMENTO?
L'intimazione di pagamento è un atto successivo alla cartella di pagamento, ed è un avviso che precede la vera e propria fase di espropriazione forzata, cioè quell'azione che ha come scopo quello di sottrarre dei beni alla disponibilità del debitore mediante il pignoramento (pignoramento del conto corrente, pignoramento del veicolo, pignoramento dell'abitazione, ecc), quindi si tratta della fase esecutiva finalizzata a ricavare denaro forzosamente. Un po' come dire "o paghi o ti pignoro".
L'art. 50, comma 2, del d.P.R. 29 settembre 1973, n. 602, stabilisce che l'espropriazione forzata, se non è iniziata entro un anno dalla notifica della cartella di pagamento, deve essere preceduta dalla notifica di un avviso che contiene l'intimazione ad adempiere l'obbligo risultante dal ruolo entro cinque giorni dalla data della predetta notifica.Ed è proprio quest'ultimo atto detto "intimazione di pagamento" l'atto che è successivo alla cartella esattoriale e che precede le azioni di espropriazione.
5.Quali sono i principali motivi per i quali i giudici annullano le cartelle esattoriali
Per esperienza diretta, i motivi principali di annullamento delle cartelle di pagamento da parte dei Giudici sono la nullità delle notifiche oppure l'intervenuta prescrizione del credito.Ecco alcuni esempi incontrati in corso di causa:
Notifica a un indirizzo errato - La cartella è stata notificata presso una residenza non più attuale (es. vecchia residenza)
Notifica al portiere senza informativa ? L'atto è consegnato a un terzo (es. portiere o vicino), con raccomandata ma manca l'invio della raccomandata che avvisa il destinatario.
Notifica incompleta o assente - La relata è priva di data, firma o altre informazioni essenziali.
Notifica effettuata da un soggetto non abilitato - La cartella è notificata da un soggetto privo di potere a riceverla (es. un dipendente dell'ente non autorizzato o un soggetto non dipendente dell'attività).
ARTICOLI E RICORSI SULLE CARTELLE DI PAGAMENTO
✅ 1. Verifica del Contenuto e dello Stato di Pagamento Controlla attentamente il dettaglio delle somme richieste. Assicurati che gli importi corrispondano a quelli effettivamente dovuti e che non siano stati già pagati in precedenza. Se hai già pagato il debito, verifica di avere le ricevute o le prove del pagamento e confrontale con la cartella. ...
L'iscrizione di ipoteca esattoriale sull'immobile di proprietà è una delle azioni esecutive che l'Agente della riscossione può mettere in atto al fine di recuperare il credito iscritto a ruolo.
E' un ricorso fac-simile redatto da un Avvocato esperto avverso ricorsi contro le cartelle di pagamento. E' aggiornato all'anno 2024 ed il caso riguarda un ricorso contro una intimazione di pagamento contenente la richiesta di pagamento della tassa automobilistica (c.d. "Bollo Auto"). E' un ricorso fac simile liberamente scaricabile che contiene...
La nuova Legge di Bilancio 2023, n. 197/2022 del 29 dicembre 2022, in vigore dal 1 gennaio 2023, ha previsto la c.c "Rottamazione quater" per annullare parte dei debiti dei contribuenti.
In questi giorni Agenzia delle Entrate Riscossione (ex Equitalia, detta anche "Agente della Riscossione") sta notificando numerose intimazioni di pagamento ai contribuenti.
Quanto costa un ricorso per una cartella di pagamento?
La nuova Legge di Bilancio 2023, n. 197/2022 del 29 dicembre 2022, in vigore dal 1 gennaio 2023, porta con se rilevanti novità in tema di "Rottamazione" dei debiti dei contribuenti.
SENTENZE SULLE CARTELLE ESATTORIALI

Corte di Cassazione, sentenza n.25315 del 24 Agosto 2022, sez. V. Gli eredi non pagano le sanzioni e gli interessi.
Le sanzioni contenute nelle cartelle esattoriali non si trasmettono agli eredi per via della loro natura personale ed afflittiva, differenziandosi dalle sanzioni civili le quale hanno un carattere aggiuntivo rispetto alle obbligazioni cui sono collegate e quindi trasmissibili.

Corte di Cassazione Civile, sentenza n. 2044/2023, 24/01/2023. Prescrizione quinquennale per inetessi e sanzioni
Interessi e sanzioni sono soggetti al termine quinquennale di prescrizione della riscossione. L'obbligazione relativa agli interessi riveste natura autonoma rispetto al debito principale e soggiace al generalizzato termine di prescrizione quinquennale. In buona sostanza, l'IVA è decennale, ma la relativa sanzione ed interessi si prescrivono in 5 anni.

Cassazione Civile ordinanza n. 13507 del 15/05/2024. Senza Raccomandata informativa notifica nulla.
Se la notifica della cartella esattoriale avviene nelle mani del famigliare convivente, ai fini del perfezionamento delle notifica l'agenzia della Riscossione è obbligata a inviare anche una raccomandata informativa
con ricevuta di ritorno all'effettivo destinatario. In caso contrario la notifica è nulla.

Ipoteca senza preavviso: nulla secondo la Cassazione - Sentenza n. 13507/2024"
L'iscrizione di ipoteca senza previa comunicazione preventiva al contribuente è nulla per violazione del diritto al contraddittorio, come sancito dalla Corte di Cassazione con ordinanza n. 13507/2024.

"Cartella esattoriale: obbligo di dettagliare il calcolo degli interessi - Sentenza Cassazione n. 10493/2024"
Una cartella esattoriale priva dell'indicazione delle modalità di calcolo degli interessi e della relativa disposizione normativa è illegittima.

"Notifica cartella di pagamento a irreperibili: ricerche insufficienti rendono nulla la notifica - Cassazione n. 12345/2024"
La notifica di una cartella esattoriale a un contribuente irreperibile è nulla se l'ente notificante non dimostra di aver effettuato ricerche approfondite e diligenti per rintracciarlo, violando così il principio di effettiva conoscibilità dell'atto da parte del destinatario.
Come posso aiutarti?
🔹 Ricorsi e opposizioni
- Presentare un ricorso contro una o più cartelle di pagamento
- Presentare un ricorso contro una o più intimazioni di pagamento
- Presentare un ricorso contro un pignoramento presso terzi o un fermo amministrativo
🔹 Analisi e strategie per il debito
- Analizzare il debito e individuare la migliore strategia per annullarlo o ridurne gli importi;
- Verificare gli accertamenti su TARI, IMU, TASI, ICI e controllarne la correttezza
🔹 Soluzioni alternative e rateizzazioni
- Presentare un'istanza di rateizzazione presso Agenzia Entrate Riscossione in 24 ore a distanza, senza recarti allo sportello
- Presentare un accertamento con adesione dinanzi all'Agenzia delle Entrate in caso di verifiche fiscali
🔹 Tutela e assistenza legale
- Assistenza legale per fermi amministrativi su auto e iscrizioni di ipoteca
Contatta direttamente l'avvocato Ponzo per ricevere una consulenza nella materia tributaria o per valutare concretamente la possibilità di annullamento di una o più cartelle di pagamento, oppure (solo in caso di azienda o società) chiedi informazioni su come sottoscrivere una convenzione annuale o pluriennale per assistenza legale con lo Studio Legale Ponzo.
SERVIZI LEGALI PER I PRIVATI: analisi della posizione debitoria, ricorso e strategie di difesa in caso di richieste illegittime, opposizione a cartella di pagamento, opposizione ad intimazione di pagamento, opposizione a fermo amministrativo, opposizione a pignoramento presso terzi, opposizione a iscrizione di ipoteca.
SERVIZI LEGALI PER LE AZIENDE: analisi delle posizioni debitorie, assistenza durante accertamenti fiscali, affiancamento ai professionisti già esistenti per la soluzione di specifici problemi, ricorso e strategie di difesa in caso di richieste illegittime, opposizione a cartella di pagamento, opposizione ad intimazione di pagamento, opposizione a fermo amministrativo, opposizione a pignoramento presso terzi, opposizione a iscrizione di ipoteca.
Convenzione legale per aziende o imprese: la convenzione legale è un'accordo continuativo con lo studio legale ed offre alle aziende, anche in affiancamento ai professionisti già esistenti, un supporto legale continuo e personalizzato, includendo consulenza su posizioni debitorie, accertamenti fiscali e difesa contro richieste illegittime, recupero crediti di qualsiasi natura, soluzioni al debito e strategie difensive, assistenza continua nella fase di redazione ed assistenza di contratti. Un servizio che ottimizza i costi ed offre tutela giuridica stragiudiziale e giudiziale costante e professionale che permette una migliore gestione delle problematiche. SCOPRI DI PIU'

Oppure: Invia il modulo sottostante per la richiesta di assistenza o contatta direttamente l'Avvocato

FAQ
1. Compiuta giacenza delle cartelle esattoriali: cosa accade se non si ritirano le raccomandate giacenti in Posta?
RISPOSTA: La compiuta giacenza si verifica quando una cartella esattoriale non consegnata al destinatario resta giacente presso l'ufficio postale o la casa comunale per 10 giorni. Anche senza ritiro, trascorso questo termine, la notifica si considera perfezionata. Ignorare la giacenza non impedisce l'avvio di azioni esecutive come pignoramenti, fermi amministrativi o ipoteche. Inoltre, i termini per il pagamento o l'opposizione decorrono comunque, con il rischio di perdere la possibilità di difendersi. Per tutelarsi, è essenziale ritirare le raccomandate in tempo e, in caso di dubbi, rivolgersi a un avvocato esperto in diritto tributario.In Sintesi: non ritirare una raccomandata giacente non significa che non l'abbiate ricevuta. Ed il rischio è quello di non conoscere neppure il contenuto dell'atto. Magari sono importi già pagati, oppure prescritti, oppure riguardano sanzioni relative a debiti del decuius (genitore defunto) e che se impugnate o contestate non dovranno essere pagate.Esempio classico: non ritiro le raccomandate e mi ritrovo con un fermo sulla vettura oppure con un pignoramento del conto o dello stipendio.
2. Posso sempre rateizzare le cartelle esattoriali, anche se non ho rispettato le rate in scadenza?
RISPOSTA: Dipende dalla situazione. Se hai già ottenuto una rateizzazione e non hai rispettato i pagamenti, potresti non esser ancora decaduto (si decade quando si supera il limite delle rate massime scadute e non pagate e dipende dell'anno della rateazione concessa). Se non sei decaduto puoi riprendere il pagamamento delle rate. Se invece sei decaduto non potrai chiedere una nuova rateazione delle cartelle di pagamento per le quali avevi già chiesto rateazione sei poi decaduto. Potrei richiederla per le nuove cartelle mai rateizzate prima.
Rateizzazioni richieste prima del 2016
- La decadenza avviene con il mancato pagamento di 8 rate consecutive.
- Questa regola si applicava ai piani concessi prima delle modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità 2016.
2. Rateizzazioni concesse dal 2016
- Per piani ordinari (fino a 72 rate): decadenza con il mancato pagamento di 5 rate, anche non consecutive.
- Per piani straordinari (fino a 120 rate, concessi per comprovate difficoltà economiche): decadenza con il mancato pagamento di 2 rate consecutive.
3. Rateizzazioni concesse durante il periodo COVID-19 (2020-2021)
- Per
favorire i contribuenti, i decreti emergenziali hanno aumentato il
numero di rate non pagate tollerate prima della decadenza:
- 10 rate non pagate per le rateizzazioni concesse entro il 31 dicembre 2021.
4. Rateizzazioni concesse dal 2022 in poi
- Si applicano le regole standard:
- Decadenza con 5 rate non pagate per piani ordinari.
- Decadenza con 2 rate consecutive non pagate per piani straordinari.
3. Il ricorso contro una cartella esattoriale si presenta sempre davanti allo stesso giudice?
Risposta: No, il ricorso contro una cartella esattoriale non si presenta sempre allo stesso giudice. La competenza varia in base alla natura del debito sottostante che la cartella esattoriale intende riscuotere.E' importante valutare correttamente la competenza e la giurisdizione per evitare errori in fase di deposito del ricorso. In alcuni casi non si propone ricorso ma un vero e proprio atto di citazione.
4. Se il debito contenuto in una cartella risulta prescritto, si annulla in automatico e quindi non devo pagarla?
No, il debito contenuto in una cartella esattoriale non si annulla automaticamente per prescrizione. Anche se il diritto alla riscossione è prescritto, l'annullamento del debito non è automatico e richiede un intervento formale, cioò un ricorso davanti ad un giudice per far dichiarare l'avvenuta prescrizione, oppure sarà necessario presentare una specifica istanza al creditore per farsi fare il così detto "sgravio" delle somme (ma non è automatico che lo faccia e non è neppure tenuto per legge ad annullarlo in autotutela)
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NEWS SULLE CARTELLE ESATTORIALI

La Testimonianza Scritta nel Processo Tributario: Novità Giurisprudenziali e Strategie di Difesa
Negli ultimi anni, il processo tributario ha subito una significativa evoluzione normativa, culminata con l'introduzione della testimonianza scritta, un'importante innovazione che ha ridefinito il panorama probatorio nel contenzioso fiscale. Con la riforma introdotta dalla legge n. 130/2022, per la prima volta nel diritto tributario italiano è stata ammessa la prova testimoniale, sebbene nella sua forma scritta. Tale modifica ha generato nuove opportunità difensive per i contribuenti, consentendo loro di avvalersi di uno strumento probatorio finora escluso dal processo tributario.
L'Introduzione della Testimonianza Scritta
Prima della riforma del 2022, l'ordinamento tributario escludeva espressamente la prova testimoniale ai sensi dell'articolo 7, comma 4, del D.lgs. 546/1992, divieto più volte ribadito dalla Corte Costituzionale (Sent. n. 199/2017, Sent. n. 53/1998, Sent. n. 18/2000). Tuttavia, il legislatore ha ritenuto di superare tale limitazione, prevedendo la possibilità di acquisire testimonianze scritte secondo le modalità disciplinate dall'articolo 257-bis del Codice di Procedura Civile.
Ai sensi della nuova disciplina, la testimonianza scritta può essere ammessa se ritenuta necessaria ai fini della decisione dalla Corte di Giustizia Tributaria, purché venga presentata nel rispetto dei criteri formali previsti dal codice di rito.
Le Prime Applicazioni Giurisprudenziali
La recente giurisprudenza ha iniziato a delineare criteri precisi per l'ammissibilità della testimonianza scritta nel processo tributario:
Necessità della prova: La testimonianza scritta è ammissibile solo se indispensabile ai fini della decisione. La Corte di Giustizia Tributaria di Vicenza (Sent. n. 255/2023) ha ritenuto superflua la testimonianza di un fornitore, in quanto la documentazione già consentiva una decisione. Al contrario, la Corte di Giustizia Tributaria di Lecco (Sent. n. 104/2023) ha ritenuto decisiva la testimonianza di un fornitore per dimostrare la reale esecuzione delle operazioni contestate.
Formalità richieste: La testimonianza scritta deve rispettare requisiti rigorosi di forma e contenuto. La Corte di Giustizia Tributaria di Milano (Sent. n. 2630/2023) ha dichiarato inammissibile una testimonianza per mancanza di una chiara articolazione delle domande e delle risposte.
Limiti della prova testimoniale: La testimonianza non può essere utilizzata per contestare fatti attestati da atti con fede privilegiata, come i processi verbali di constatazione della Guardia di Finanza. A tal proposito, la Corte di Giustizia Tributaria di Forlì (Sent. n. 132/2023) ha ribadito che la prova documentale di fonte pubblica non può essere superata da dichiarazioni testimoniali.
Principi espressi nelle recenti sentenze
Sentenza n. 4337/2024, CGT Milano: Ha evidenziato che la testimonianza scritta deve essere pertinente e utile per la decisione, non potendo sostituire le prove documentali principali. Ha chiarito inoltre che la testimonianza non può servire a sovvertire documenti ufficiali con fede privilegiata.
Sentenza n. 379/2024, CGT Ravenna: Ha riconosciuto la validità della testimonianza scritta se correttamente documentata, affermando che essa può fornire elementi determinanti per l'accertamento della realtà economica sottostante le transazioni contestate.
Sentenza n. 1213/2024, CGT Marche: Ha ribadito che la testimonianza scritta deve essere chiara e circostanziata, non limitandosi a mere dichiarazioni generiche. Inoltre, ha sottolineato che l'onere della prova della non veridicità della testimonianza ricade sull'Amministrazione finanziaria.
Sentenza n. 212/2024, CGT Prato: Ha stabilito che la testimonianza scritta può supportare la difesa del contribuente solo se fornisce dettagli concreti e verificabili sulle operazioni contestate, rifiutando prove testimoniali generiche o meramente dichiarative.
Sentenza n. 102/2024, CGT Bolzano: Ha dichiarato inammissibile una richiesta di testimonianza scritta che non articolava chiaramente i fatti specifici da provare, limitandosi a valutazioni generiche, riaffermando la necessità di un adeguato fondamento probatorio.
Strategie Difensive per i Contribuenti
L'introduzione della testimonianza scritta nel processo tributario rappresenta un'opportunità strategica per i contribuenti, che possono ora avvalersi di una prova diretta a supporto delle proprie tesi difensive. Tuttavia, è essenziale che la richiesta di ammissione sia adeguatamente motivata e conforme ai requisiti normativi, evidenziando la necessità della prova e la sua rilevanza ai fini della decisione.
15 Gennaio 2025
Avvocato Salvatore Ponzo

Discarico Cartelle Esattoriali 2025: Cosa Cambia per i Contribuenti
Dal 1° gennaio 2025, il Decreto Riscossione introduce il discarico automatico delle cartelle esattoriali, una misura, definita da qualcuno rivoluzionaria che punta a semplificare il sistema di riscossione fiscale e a ridurre il carico amministrativo sulle finanze pubbliche. Questa novità rappresenta un'importante opportunità per molti contribuenti con vecchie pendenze fiscali.
Tuttavia non è tutto oro quel che luccica!
Analizziamo allora atentamente di cosa si sta realmente parlando in tema di DISCARICO AUTOMATICO.
Cos'è il Discarico Automatico delle Cartelle?
La riforma introduce una procedura automatica che consiste nel
discarico, quindi nella restituzione all'ente creditore, dei carichi non
riscossi entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello
dell'affidamento.
In particolare, questa misura riguarda i debiti:
- Affidati all'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
- Non riscossi entro cinque anni dall'affidamento, nonostante i tentativi di recupero.
Con il discarico, le cartelle non saranno più perseguibili dall'Agenzia delle Entrate-Riscossione, ma il debito originario nei confronti dell'ente creditore (ad esempio, Stato, Regioni o Comuni) potrebbe rimanere, salvo ulteriori disposizioni normative che ne prevedano l'annullamento definitivo.
attenzione a quest'ultimo passaggio quindi e a non cadere in facili illusioni!
Il debito, molto probabilmente non sparirà, ma verrà "rispedito" al titolare il carico, quindi il recupero del credito.
Esempio Pratico: Discarico delle Cartelle e Persistenza del Debito
Immaginiamo il caso di Mario Rossi, un contribuente con una cartella esattoriale relativa a un mancato pagamento della TARI (tassa sui rifiuti) del 2014. Questo debito è stato affidato all'Agenzia delle Entrate-Riscossione nel 2015, ma non è stato riscosso entro il termine dei cinque anni. Dal 1° gennaio 2025, la cartella esattoriale di Mario Rossi viene cancellata automaticamente dal sistema della riscossione. Questo significa che:
- L'Agenzia delle Entrate-Riscossione non potrà più agire per recuperare quel debito.
- Gli interessi, le sanzioni e gli oneri legati alla cartella saranno eliminati.
Il Debito È Davvero Annullato?
No. Il debito originario verso il Comune, che ha emesso la TARI, non viene automaticamente cancellato. La cancellazione riguarda solo il rapporto con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Ecco Cosa Potrebbe Accadere:
Il Comune, titolare del credito, potrebbe riattivare il recupero del debito. Ad esempio, potrebbe inviare una nuova comunicazione a Mario Rossi, affidarsi a un diverso agente della riscossione o adottare misure autonome, come un'ingiunzione fiscale.
Mario Rossi potrebbe quindi ritrovarsi a dover affrontare nuovamente il debito, nonostante il discarico della cartella esattoriale.
Discarico Anticipato: Soluzioni Immediate per Situazioni Critiche
Il decreto consente anche un discarico anticipato in situazioni specifiche:
- Chiusura di fallimenti o liquidazioni giudiziarie.
- Assenza di beni aggredibili rilevata tramite verifiche patrimoniali.
- Inutilità delle azioni di recupero negli ultimi due anni, senza prospettive future.
Questo strumento fornisce flessibilità e permette all'Agenzia di concentrarsi su crediti più facilmente esigibili.
Il probabile vero vantaggio del Discarico
- Riduzione del Carico per il riscossore
La misura permetterebbe all'Agenzia delle Entrate-Riscossione di concentrarsi su crediti effettivamente recuperabili, ottimizzando risorse e tempi.
Maggiore Efficienza nella Riscossione
Con l'eliminazione dei crediti irrecuperabili, il sistema fiscale diventerebbe più trasparente e orientato alla sostenibilità.
In conclusione, il debitore potrebbe non avere grandi vataggi ed il debito non verrà automaticamente cancellato, poichè tale decisione spetterà, nei limiti di legge, all'ente impositore.
9 gennaio 2025
Avv. Salvatore Ponzo

Rottamazione Quinquies: Aggiornamenti e Implicazioni Fiscali al 23/02/2025
L'attuale dibattito parlamentare sulla rottamazione delle cartelle esattoriali ha visto la Lega prendere l'iniziativa, proponendo una sanatoria estesa di tutte le cartelle esattoriali, articolata su 120 rate distribuite in dieci anni, esente da sanzioni e interessi. Questa mossa, descritta da Matteo Salvini come risposta a una "emergenza nazionale", mira a sostenere milioni di italiani onesti ma in difficoltà economica.
Parallelamente, Forza Italia ha presentato una proposta di legge praticamente identica a quella della Lega, che prevede la rottamazione quinquies estesa fino al 31 dicembre 2024, oltre alla riapertura dei termini per la rottamazione quater, entrambe con modalità simili.
Ad oggi:
RIAMMISSIONE DECADUTI ROTTAMAZIONE QUATER
Il 20 febbraio 2025 la Camera dei deputati ha approvato il decreto Milleproroghe, che introduce la riapertura della rottamazione quater per circa 500.000 contribuenti decaduti dalla definizione agevolata delle cartelle esattoriali. La Camera dei deputati ha infatti dato il via libera giovedì 20 febbraio 2025, al disegno di legge di conversione del Dl n. 202 del 27 dicembre 2024 nel testo che era stato approvato con modifiche al Senato. Entrerà in vigore appena sarà pubblicata in Gazzetta ufficiale.
Chi non ha rispettato i pagamenti previsti entro il 31 dicembre 2024 potrà presentare istanza telematica entro il 30 aprile 2025 per rientrare nel piano di rateizzazione, suddiviso in dieci scadenze fino al 2027.
Nel dettaglio:
I soggetti che, alla data del 31 dicembre 2024, nell'ambito della procedura di definizione agevolata prevista dall'articolo 1, comma 235, della legge n.197 del 29 dicembre 2022 (cosiddetta procedura dirottamazione-quater), sono
incorsi in un mancato, insufficiente o tardivo versamento, alle
relative scadenze, delle somme da corrispondere per effetto di adesione
alla stessa procedura agevolata, possono essere nuovamente riammessi.
Per la riammissione occorre presentare una dichiarazione entro il 30
aprile, con le modalità che l'agente della riscossione pubblicherà sul
proprio sito internetentro venti giorni dal dall'entrata in
vigore della legge di conversione, in cui il debitore sceglie il numero
di rate delle quali intende effettuare il pagamento (massimo dieci).
La dichiarazione può essere integrata entro il 30 aprile 2025 e deve contenere i soli debiti presenti nella dichiarazione resa per l'adesione originaria.
Alle somme sono applicati gli interessi al tasso del 2% annuo a decorrere dal 1° novembre 2023 e vanno versate:
- in unica soluzione, entro il 31 luglio 2025
nel numero massimo di dieci rate consecutive e di pari importo con scadenza, rispettivamente, il 31 luglio e il 30 novembre 2025 per le prime due rate; il 28 febbraio, il 31 maggio, il 31 luglio e il 30 novembre degli anni 2026 e 2027 per le rate successive.
L'agente della riscossione comunica al debitore entro il 30 giugno 2025 l'ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, incluso quello delle singole rate, nonché il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse.
Le dilazioni di pagamento sospese a seguito della presentazione della suddetta dichiarazione saranno revocate alla data del 31 luglio 2025.
Le cartelle incluse nella rottamazione quinquies saranno quelle notificate fino al 31 dicembre 2023. Il pagamento potrà essere diviso in un massimo di 120 rate, con un periodo di estensione fino a dieci anni. La perdita dei benefici avviene dopo sei rate non pagate, rispetto alla regola precedente che prevedeva la decadenza immediata dopo un solo mancato pagamento. Il disegno di legge dovrebbe essere approvato verso aprile-maggio, ma potrebbe essere anticipata grazie all'inserimento del provvedimento in un altro progetto legislativo già in discussione nelle sedi del Governo
23 febbraio 2025
Avv. Salvatore Ponzo